Yukio Mishima, l’ultimo samurai
Yukio Mishima, l’ultimo samurai

Yukio Mishima, l’ultimo samurai

“La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre” con questo detto, lasciato per iscritto nel luogo che consacrò la sua carriera letteraria, Yukio Mishima vargò l’epitaffio di quella che sarà la sua dipartita terrena. Era il 25 Novembre del 1970, data che idealmente si rifaceva a quella del suo debutto come scrittore avvenuta con il suo primo romanzo “Confessioni di una maschera”. Ma Mishima non era “soltanto” il più noto ed apprezzato letterato Giapponese del XX secolo..



Autore: Federico Goglio/disegni di Massimiliano Longo
Genere: Graphic Novel
Volumi: Unico
Edito da: FerroGallico collana Biografica

Trama: E’ la sera che precede il 25 Novembre e Mishima si presta a viverla come suo solito alla scrivania, dove fino a notte fonda e per oltre vent’anni ha scritto alcune fra le più note e celebrate opere letterarie del Giappone; ma quella sera è diversa, perché sarà l’ultima prima del Seppuku che il Maestro compirà il giorno successivo, immolando la sua vita al Bushido e al Giappone. Questo fumetto racconta quegli attimi, attimi che ripercorrono le tappe salienti della vita di una personalità così straordinaria come quella di Mishima.

FerroGallico è una casa editrice relativamente giovane, ma che in maniera anche coraggiosa decide di trattare personalità scomode ma impossibili da relegare nell’oblio, per quanto in molti tentino di farlo; attraverso la collana Biografica si servono del mezzo fumettistico per raccontare storie affascinanti e individui fondamentali della cultura generale coniugando al meglio narrazione da pamphlet e illustrazioni degne di nota. In quest’opera decidono di analizzare, o meglio, rappresentare uno dei più grandi “artisti” Giapponesi di sempre ovvero Yukio Mishima. Lo storytelling di questo fantastico volume riesce, seppur nella limitatezza di dover rappresentare una vita così unica e strabordante di avvenimenti come quella del Maestro, a tenere il lettore in una fase di sospensione totale, completamento immerso nelle fantastiche tavole di Longo tanto da ricreare una situazione da film muto.

Sono le immagini che parlano per questa storia, proprio come il Maestro riusciva a parlare tramite il suo corpo costruendo su di sé e in maniera scrupolosa la sua vita. In oltre cento racconti e svariati romanzi, Mishima andava idealizzando ciò che avrebbe voluto essere; non erano i personaggi delle sue storie a riflettere la sua vita, bensì con la sua vita rifletteva quei personaggi. Oltre alle varie tappe letterarie, di cui realmente si parla poco poiché vi sono gli stessi romanzi del Maestro a parlare quanto serve, questo fantastico fumetto concede ampio spazio alle doti artistiche del Maestro che fù anche drammaturgo, culturista, regista, attore e molto altro ancora; ovviamente ampio risalto vien dato alle sue scelte che lo porteranno a fondare il Tatenokai, associazione che si premurava di voler difendere e preservare le Tradizioni e la cultura Giapponese messe ampiamente a tacere e obliate dall’occupazione Statunitense. Così intento a coniugare l’anima da scrittore con quella da guerriero, come fecero i Samurai in epoca Tokugawa vivendo i precetti del Bushido in maniera convinta e coerente, deciderà di immolarsi con il suicidio rituale per cercare di risvegliare l’antico retaggio Giapponese dallo spirito sopito dei suoi connazionali.

Vi è tanto da dire su questo brillante artista che plasmò la sua vita perseguendo le sue convinzioni, vivendo d’Annunzianamente e forse per questo, per l’epilogo che ebbe la sua esistenza, bistrattato e secretato dalla cultura generale. Ma per fortuna vi è ancora chi sà come preservare e tramandare ai posteri questi limpidi esempi di Vita. E i ragazzi dietro a FerroGallico riescono a farlo benissimo, parlando e scrivendo con linguaggio moderno, ma così dannatamente vintage.
Il volume viene impreziosita da una ricca sezione dove vengono indagate più a fondo le vicende del Maestro, le sue motivazioni e i suoi ideali, cosa che ricercando l’immediatezza e la bellezza visiva delle tavole, e nonostante l’ottimo lavoro alla sceneggiatura, non sarebbe stato possibile approfondire. Volume straconsigliato, seguite le uscite di FerroGallico e riscoprite le opere di Yukio Mishima, perché vi assicuro che dopo averlo fatto la lettura non sarà mai più la stessa.

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